in continua evoluzione
Tutto quello che segue è opera di una LellaTs di un po' di tempo fa.
La LellaTs attuale avrebbe tanta voglia di rimetterci le mani per dare nuova vita all'elenco dei blog seguiti, dei siti preferiti, dei libri letti e degli altri concetti, perché non ci si riconosce più.
Ma è il tempo che manca, quindi pazientate.
In qualche era geologica sarete accontentati.
allattamento :
La Leche League Italia
allattiamo.it
allattiamo.group
mami
ibclc.it
allattare.net
sonno :
fate la nanna (no estivill)
sonni felici di neeta
estivill nograzie
pannolini :
pannolini di cotone...
...o niente pannolini!
portare :
portare i piccoli
mamatoto
bimbinfascia
merry mama
dydimos (in italiano)
latte artificiale :
noi boicottiamo Nestlé...
...e monitoriamo il codice
un po' di tutto :
l'arbre a bebes
nonsoloneonati
continuum
acquisti, pochi ma buoni :
popolini
merry mama
dydimos (in italiano)
libri :
[in costruzione]
bookcrossing
libri che libero
il forum
cercate un libro?
pc_fvg: la lista
pc_fvg: il sito
le borse di gaya
quando avevo tempo
[link da inserire]
21 - Niente sgridate, chiacchieriamo
20 - La scuola raccontata al mio cane, di Paola Mastrocola
19 - L'amore fatale, di Ian McEwan
18 - Per una nascita senza violenza, di Frédérick Leboyer
17 - Dieci nuove competenze per insegnare, di Philippe Perrenoud
16 - Gli adolescenti, di Augusto Palmonari
15 - Il dolore perfetto, di Ugo Riccarelli
14 - Il mistero di Mangiabarche, di Massimo Carlotto
13 - Crmini, Autori Vari
12-Arrivederci amore, ciao, di Massimo Carlotto ibs.it 1 e ibs.it 2
11-Leggimi forte, di Rita Valentino Merletti e Bruno Tognolini ibs.it
10-Andiamo a bere la pioggia, di Raffaele Mangano ibs.it, autore e bc.com
09-Vita di Pi, di Yann Martel ibs.it 1, ibs.it 2 e bc.com
08-Fuori registro, di Domenico Starnone ibs.it
07-Ex cattedra, di Domenico Starnone ibs.it 1 e ibs.it 2
06-Piccoli crimini coniugali, di Eric Emmanuel Schmitt ibs.it
05-Besame mucho, di Carlos Gonzales sp.com
04-Ballo di famiglia, di David Leavitt ibs.it bc.com
03-Imparare a insegnare, di M.L. Jori e A. Miglioreibs.it unifi
02-Il medaglione, di Andrea Camilleri ibs.it
01-La luna di carta, di Andrea Camilleri ibs.it bc.com
Il Manifesto
Le Monde Diplomatique
Carta
Julia
Ken Parker Collection
Con oggi rendo nuovamente pubblico questo blog, dopo che è rimasto privato per quasi un anno.
Avrei voluto rivedere e cancellare cose che non mi piacevano più, ma poi mi sono detta che in fondo ogni scritto è datato, e chi legge dovrebbe essere sufficientemente intelligente da capire che le persone crescono e evolvono, e che potrei non essere più del tutto d'accordo con la me stessa di qualche tempo fa.
Lascio dunque tutto come sta, mancano solo i link ai blog perché l'anno scorso li avevo cancellati.
Ricordo poi ai passanti che questo blog è chiuso, il mio nuovo blog lo potete trovare al seguente indirizzo:
Il dopogiugno è arrivato, più o meno.
La scuola è finita, bene per me, amara per qualche collega. Sono libera, sono libera di cercarmi nuovi spazi, sono ancora disorientata, ma tutto sommato non mi sta affatto male questa nuova dimensione. Non si tratta solo dell'essere in vacanza, ma molto di più, e comunque non sono affatto in vacanza, non del tutto almeno.
Ieri, con l'iscrizione a pieno titolo alle graduatorie, ho chiuso del tutto.
Anzi, no, dovrei ancora pagare 360 euro che sembrano essere un furto dell'ente regionale del diritto allo studio del fvg, sembra che nel resto d'Italia non si richieda tale vessazione, e per di più la cosa non dipende dal luogo in cui si è frequentata la ssiss, ma dall'università presso la quale si è conseguita la laurea, perciò alcuni di noi dovranno pagare e altri no. Sono contenta per quelli no, ma io pago.
Cosa faccio in questi giorni?
Sto lontana dal computer: questo s'era capito. E per un po' sarà così.
Vado al mare: mi scotto, nuoto fino allo sfinimento con la Gnagna, mangio anguria e il gelato del furgoncino che gira per Barcola, ascolto le mamme da spiaggia e talvolta socializzo, osservo l'umanità che mi circonda, rifletto sul futuro.
Leggo: piano piano ricomincio a leggere le cose che voglio io. Sempre troppe contemporaneamente.
Riordino: ci provo.
Dormo.
Sogno. Sogno mentre dormo, faccio incubi sulla scuola altri esami altri moduli altri problemi, sogno di gelati al limone e cioccolata, sogno di mare e di viaggi. Ma sogno anche da sveglia, sogno di proseguire un percorso iniziato molto tempo fa, sogno una pancia, sogno nuovi equilibri.
E poi aspetto: aspetto di festeggiare il terzo compleanno della Gnagna. Domani.
Le mie passioni emergono, talvolta, da questo blog.
Avrei voluto farne un elenco, ma sarebbe troppo lungo, magari se ne riparla un'altra volta.
Il mio Omo ne ha anche parecchie, cangianti e mutevoli, brevi fissazioni o lunghi innamoramenti. Ultimamente la sua vita è dedicata alla musica. Non alla musica in generale, no. Lui si è...come dire?... specializzato in Pearl Jam.
Da più o meno un anno e mezzo non si ascolta null'altro in questa casa. Talvolta compare il Boss, gli Who si fanno sentire di tanto in tanto, ci sono i Rush che si impongono con forza, non mancano i Pink Floyd... e tanti altri, ma
i Pearl Jam ormai vivono qui.
Circa 102 cd dello stesso gruppo non sono pochi.
Ci tengo a precisare (ché, se non lo faccio, lui potrebbe anche uccidermi) che lui li segue dall'inizio, che ha visto il loro primo concerto in Italia nel '92 o giù di lì, e che sono solo io che dico che quest'ultimo anno è stato esasperante, perché in realtà, secondo lui, è sempre stato così e non è cambiato proprio niente.
Io penso che amavo molto la loro musica, ma ora sono un pochino stufa di sentire Present Tense una decina di volte a settimana.
A settembre li ha visti a Verona, mi sembra a Milano, sicuramente a Ljubljana.
Ieri è partito: due camper, altri 11 pazzi appassionati (età media attorno ai 40, mica stiamo parlando di ragazzini) e un percorso che parte da Trieste per snodarsi in tutta Europa, fra Verona (The Who), Monaco, Katowice, Mestre [l'Omo no] e Londra.
[un paio d'ore fa mi ha telefonato per farmi sentire il rumore metallico della transenna sotto al palco a Monaco]
Più o meno questo.
[Ci ho messo una vita a fare 'sto coso, e comunque non ne sono soddisfatta, come al solito. Quindi è probabile che lo modificherò, per ora è così. Guardatevelo nel dettaglio, perché è per quello che c'ho messo una vita.]
[Il web2.0 è divertente, ma molto time-wasting: dopodomani ho un esame, il più importante, e sto qui a cazzeggiare.]
Stavo valutando di chiudere il blog. Anzi, di cancellarlo.
Stavo pensando che non mi ci sento più a casa, che mi sento obbligata a scrivere di certe cose e non mi sento libera di scrivere di altre. Poi mi dico che sono le mie solite cazzate, perché io non mi sento mai capace di fare nulla, non mi sento in grado di gestire la mia vita, né uno stupido insulso e insignificante blog.
E allora ora mando affanculo i miei pensieri da cazzona, mi riempio la bocca e le dita di turpiloqui gratuiti e scrivo quello che voglio, senza pensare di dover rispondere a delle fantomatiche aspettative.
Mi sento una merdina nell'universo.
Questo è il mio problema principale. E proprio perché mi sento così, lo divento.
Sono un merdina di mosca.
Sono una cogliona, una di quelle vere. Cogliona che non sono altro.
Il blog comunque non lo cancello, me ne pentirei nel giro di due minuti. Potrei sospenderlo, perché sono un'indecisa di merda, un'insicura, non so mai che cazzo fare, mi tengo aperte tutte le possibilità, e non scelgo mai. Sono una vera cazzona.
Dopogiugno un cazzo. Dopogiugno sarà esattamente tutto come prima, anche peggio.
Sta finendo davvero. Manca pochissimo.
Mi chiedo solo se riuscirò a cominciare a vivere, a vivere davvero, senza dover essere sempre in sospeso, in attesa, in aspettativa di qualcosa. Mi chiedo se è stata davvero colpa di questa scuola, o se invece sono io fatta così, che sono incapace di gestire le mie giornate.
Mi chiedo se non sarò forse eternamente indaffarata, impegnata, incapace di rilassarmi e di godermi la vita, che è una, una sola, e anche piuttosto breve, e invece da trent'anni (e briciole) sto aspettando di iniziare quella vera.
Vorrei ricucire amicizie delle quali ho perso il filo.
Vorrei nutrire amicizie nuove che germogliano.
Vorrei lavorare e smettere di studiare.
Vorrei vivere in una casa e non in un accampamento.
Vorrei proseguire quel percorso lì, sì, proprio quello.
Vorrei ampliare la famiglia.
Credo proprio di non farcela.
Non mi sento tanto bene.
Per ora sono altrove.
A presto.
Oggi si parla di... Estivill.

Io mi tiro fuori, sono impegnata.
Ma se volete andare in giro a commentare, ecco i link:
una mamma, contro (Sara, la nostra Sara)
una mamma, pro (appena mi libero vengo a dire qualcosa)
il lamento di zuck (si lamenta lui? e cosa dovrebbero dire i bambini estivillizzati?)
insieme o da soli? (totanus risponde insieme, e lo fa bene)
E se volete farvi un'idea del metodo, ecco un video.
Ogni volta che linko un post, splinder fa finta di commentare al posto mio sul post linkato facendo riferimento a quello nuovo.
Non sono io che commento come una pazza, sappiatelo.
Come vendere venticinque stupidissime ore di tirocinio a scuola durante le quali sono rimasta seduta annoiata sbadigliante e scazzata, e farle sembrare la miglior occasione che ho avuto in questi due anni per capire quanto utile sia stata la ssiss nella mia formazione?
Come far credere di aver fatto delle lezioni programmate a tavolino studiando i prerequisiti, gli obiettivi specifici, le finalità, e tutte 'ste menate, quando invece ho concordato con la prof che avrei fatto lezione mezz'ora prima di entrare in classe?
Oggi sto imparando a farlo.
E tutto grazie alla ssiss.
Allora è stata utile.
[devo anche trovare un modo per simulare di aver fatto una valutazione che non ho fatto perché sono dovuta scappare dalla scuola, ma questo loro lo sanno, quindi dovranno accontentarsi]
[e tutto assolutamente entro domani sera]
C'è questa donna deliziosa che è nota sul web col nome di billo, mamma di un altrettanto delizioso bimbillo.
Che poi mi chiedo: ma il nome bimbillo è originale? In altre parole: è lui il primo bimbillo, e tutti gli altri che chiamano i propri cuccioli bimbilli sono solo degli squallidi imitatori, oppure a Bologna si usano chiamare i bimbilli bimbilli, e lui è uno dei tanti bimbilli bolognesi?
Ma non era di questo che volevo parlare.
Ora, io mi ritrovo a girovagare talvolta nella blogosfera, e mi capita di trovare alcuni blog interessanti, piacevoli da leggere, più o meno mammosi, più o meno popolari, più o meno esteticamente graziosi. E tutta contenta salvo i link fra i preferiti del mio firefox con l'intenzione di tornarci ogni tanto, di seguirli più assiduamente, e magari di inserirli fra i preferiti anche nella colonna qui a sinistra una volta risistemato questo blog impresentabile.
Raramente lascio dei commenti, devo sentirmi a casa prima di parlare. Nel mondo reale e anche qui. E se li lascio di solito poi mi pento.
Capita però di leggerli i commenti, e immancabilmente trovo la traccia del passaggio di lei, billo!
Oh billo, ma tu che fai in giro per i blog? Ma tu ci conosci tutte(i)? Ci controlli, ci leggi, ci commenti, ci segui, ci fai i complimenti, ci consigli, ci incoraggi*.
Billo, ci spieghi una volta per tutte cosa fai davvero in quell'aeroporto?
[*senza contare le tue innumerevoli attività in altri ambienti web che qui non cito...]
Via un altro pezzo, fra un paio di settimane.
Lei tre figli con tre mariti uomini diversi.
Lui è il quarto uomo papà di questi tre bimbi.
Tre bimbi che cercano una stabilità affettiva, che si aggrappano a Lui e lo chiamano Papà.
Lui, nonostante il suo spirito da eterno single, per amore si improvvisa padre, fa i salti mortali, vive ormai da mesi cercando di sistemarsi comodo in questo nuovo ruolo. Fa fatica, ma si impegna per farlo al meglio.
Un pomeriggio come tanti va a prendere la bimba a catechismo, e il prete lo aspetta e lo ferma fuori dal cancello per intimargli di non farsi più vedere. Non è lui il vero padre, non è nemmeno il marito, non deve essere lui a prendere la bimba, non è il caso. Che venga la madre, o il fratello maggiore. Ma lui no, non ne ha il diritto.
Lui chiaramente continua ad andarci.
[poi mi chiedo perché continuino a mandarla a catechismo se non ci credono affatto, ma questa è un'altra storia]
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